La dura vita di Jeremy Roy e del gregario.



Oggi vi parleremo di Jeremy Roy. Molti di voi si staranno chiedendo chi è Jeremy Roy ? Che cos’è Jeremy Roy ? Ma soprattutto perché parliamo di Jeremy Roy ? La risposta è tanto assurda quanto divertente ma parliamo di Jeremy Roy perché è il ciclista preferito di mia mamma che si è innamorata di lui al Tour del 2011 e ora vi raccontiamo il perché.

Solitamente si parla solamente dei grandi campioni come Sagan, Boonen, Cavendish, Nibali o Contador, si narrano le loro gesta e le loro imprese ma tutti si dimenticano di chi c’è alle loro spalle, di chi fa il lavoro sporco, di chi prende le borracce e di chi bestemmia quando è in testa al vento a tirare il gruppo, il gregario. Sbagliato dimenticarsi di loro.

Il Tour del 2011 è uno dei più assurdi degli ultimi anni: Voeckler a forza di fare facce brutte aveva messo paura agli avversari e ancora un po’ vinceva la Grande Boucle, Hoogerland aveva lasciato irrisolti alcuni conti con degli spacciatori francesi e lo hanno spedito sul filo spinato, i fratelli Schleck sono passati dal poter vincere entrambi il Tour al “cazzo siamo stati fregati tutti e due all’ultima tappa da quel cagnaccio maledetto di Evans”, Hushovd (campione del mondo quell’anno) andava come un alieno su qualsiasi terreno: cronometro, collina, volata e tenerlo a guinzaglio era praticamente impossibile. Restiamo quindi sul norvegese. Siamo all’undicesima tappa, si affronta il Col d’Aubisque e il primo a passare in cima è proprio Roy (passato già primo il giorno precedente sul Tourmalet). Il francese scollina in testa e alle sue spalle ci sono Moncoutie e Hushovd. Il transalpino odora la prima vittoria al Tour e la prima di un certo rilievo in carriera dopo aver sputato fango per anni a lavorare per i suoi capitani. Nei 3km pianeggianti finali Jeremy però è più piantato di un palo della luce, non va avanti, Hushovd compie un altro numero da giocoliere: riprende Moncoutie e lo stacca, riprende anche Roy e stacca pure lui andando a vincere a Lourdes in solitaria. Beffa enorme per Roy che verrà scavalcato nel finale anche da Moncoutie e arriverà al traguardo esausto e con le lacrime agli occhi per aver visto infrangersi contro un muro norvegese il suo sogno. Si narra che il corridore della FDJ si sia fermato poi a Lourdes per chiedere una benedizione.

Quell’anno Jeremy vinse il premio come più combattivo del Tour, più che meritato direi visto che era praticamente tutti i giorni in fuga anche se non ha portato a casa praticamente nulla. E da quel giorno a Lourdes ogni volta che mia mamma vede Jeremy in fuga spera che ce la possa fare e che possa vincere anche lui. Noi lo speriamo per lui, ma non solo, ma per tutti i gregari che ogni mattina partono come un soldato semplice che va in guerra sperando di trovare anche loro da qualche parte la gloria.

PS per informazioni più dettagliate chiedere consiglio all’esperto Hayman che dopo la Roubaix di quest’anno offre lezioni private a 50euro l’ora a tutti i gregari.

Chapeu Jeremy e buona fortuna.

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