L’alfabeto dei ciclisti: il 2019 dalla A alla Z



Abbiamo trovato questo giochino simpatico da fare. Per ogni lettera dell’alfabeto abbiamo assegnato un ciclista che si è distinto nella stagione passata.

A,B e C sono facili: Alaphilippe, Bernal e Carapaz e direi che non servono nemmeno spiegazioni.
D: con la lettera D scegliamo Thomas De Gendt per la sua tenacia, il suo modo di vivere il ciclismo e le sue fughe vincenti.
Pochi dubbi sulla lettera E di Evenepoel che al primo anno tra i grandi ha già fatto capire di che pasta è fatto.
F: se sulle Ardenne non c’è stato il dominio incontrastato di Alaphilippe, gran parte del merito è dell’unico corridore che è stato in grado di contrastarlo, ovvero Fuglsang.
G: qui la scelta è di cuore e cade su Groenewegen, secondo me il velocista puro più forte in circolazione.
H: eccezione sulla lettera H con due giovani che mi hanno impressionato tra i big: Hirschi e Higuita. Il primo ha dimostrato di sapersela cavare nelle classiche, il secondo vola in salita e ha già vinto alla Vuelta.
I: l’Italia di Cassani: Ballerini a Minsk, Viviani all’Europeo, Trentin al Mondiale. Magari non Vivianiabbiamo fenomeni ma questa Nazionale ci mette cuore, suda e si sacrifica per la maglia azzurra. Un gruppo di ragazzi che ancora sa farci emozionare e tifare. Grazie!
J: Jakobsen, insieme al compagno di squadra Hodeg, sarà uno dei velocisti del futuro. Già ora sta convincendo.
K: A sorpresa Küng. Una stagione deludente ma ha pescato comunque una vittoria capolavoro in Svizzera ed è venuto fuori, all’improvviso, al Mondiale. Che sia d’auspicio per il prossimo anno.
L: qui ci tengo solo a ricordare Lambrecht, penso non serva aggiungere altro.
M: Masnada. L’anguilla di Savio con la sua grinta e caparbietà ha cominciato a vincere. Dopo i due successi al Tour of the Alps mette la ciliegina sulla torta con le braccia al cielo al Giro d’Italia.
N: Nibali! C’è altro con la lettera N?
O: Oomen, stagione sfortunata ma scalatore di gran talento. Quest’anno, avendo più spazio, potrebbe diventare grande.
P: Pogacar, perché un podio alla Vuelta – così giovane – è un capolavoro. Talento cristallino.
Prosegue con la lettera Q il nostro alfabeto ciclistico. Lettera, però, che preferisco lasciar vuota. Mi rifiuto di mettere Quintana.
R: mi sono innamorato di lui nel corso delle prime cronometro in cui aveva iniziato ad

Roglic alfabeto

ottenere buoni risultati e da lì è un mio pupillo al Fantaciclismo, quest’anno podio al Giro d’Italia e trionfo alla Vuelta per Primoz Roglic. Direi che è sulla strada giusta…
S: lettera facile come bere un bicchier d’acqua: Sagan.
T: un Mondiale amaro ma non si può discutere Trentin. 
U: Ulissi? Uran? Non saprei…
V: Una lettera con l’imbarazzo della scelta con Viviani, Van Aert e molti altri ma quello che ha fatto Van der Poel all’Amstel lo mette di diritto nell’alfabeto di quest’anno. Ha regalato a tutti gli appassionati di ciclismo uno dei finali più emozionanti e belli di sempre. Chapeau.

 W: a pelle scelgo Woods. 
X: /
Y: entrambi gli Yates hanno fatto una stagione indegna ma con la lettera Y non hanno tanta concorrenza. Tutti e due sono dotati di gran talento e potranno dimostrarlo già dal prossimo anno.
Z: Zakarin. E’ tornato a vincere al Giro, illudendo tutti di essere tornato quello vero ma era solo uno spiraglio di luce nell’oscurità in cui vive – ormai da anni – il russo.

Fate anche voi il vostro alfabeto e fateci sapere ad ogni lettera che corridore assegnate.

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