Giro d’Italia 102 – il percorso è un disegno bellissimo



Nella notte di Halloween è stato presentato, a Milano, il Giro d’Italia 102. Partenza da Bologna e arrivo all’Arena di Percorso Giro d'Italia 102Verona, ventuno tappe per un totale di 3518,5 chilometri da paura. Un disegno bellissimo e non poteva essere altrimenti nell’edizione che ricorderà il genio di Leonardo da Vinci, a 500 anni dalla sua morte, con tanto di partenza di tappa da Vinci appunto. Un disegno bello quasi quanto L’Uomo Vitruviano e tappe geniali quanto le sue invenzioni come la bicicletta che pare essere proprio una creazione di Leonardo. Saranno meno d’accordo al Sud Italia, dove quest’anno la carovana praticamente non passerà. 

I colpi geniali, alla Leonardo da Vinci, del Giro d’Italia

Innanzitutto la prima tappa, una cronometro individuale con partenza dal bellissimo centro di Bologna con i primi 6 km velocissimi e gli ultimi due super impegnativi sulle ardue pendenze del San Luca. Sarà una partenza sprint e bisognerà essere in condizione fin da subito. La prima maglia rosa potrebbe indossarla un buon cronoman che va forte in salita, o un ottimo scalatore che si difende bene a cronometro. Interessante anche la cronometro individuale Riccione – San Marino di 34,7 km, giro di boa del Giro d’Italia 102, che prevede un percorso movimentato e negli ultimi 12.000 metri si sale parecchio. I vari Froome, Dennis, Thomas, Roglic e Dumoulin si stanno già leccando i baffi.

Il Giro d’Italia 102, però, sarà pieno d’insidie e i corridori meno forti nelle sfide contro le lancette avranno modo di recuperare il tempo perduto. Potranno farlo nei 7 arrivi in salita e nelle asperità più difficili come Gavia (Cima Coppi) e Mortirolo (Cima Pantani), nella stessa tappa. I più attardati potranno provare a ribaltare la classifica nelle frazioni più corte ma impegnative, come la Saint Vincent – Courmayer, 131 km tutti in terra valdostana che incentiveranno chi è staccato in generale ad attaccare fin dai primi metri di gara e a guadagnarci sarà sicuramente lo spettacolo.

Anche l’ultima cronometro individuale, alla ventunesima tappa, con arrivo in piazza Bra a Verona è qualcosa di magnifico, non solo perché si arriva all’interno dell’Arena ma anche perché potremmo respirare emozioni fino all’ultima pedalata. La città di Romeo e Giulietta merita, però, un discorso a parte.
La tappa con arrivo a L’Aquila, in ricordo delle vittime del terremoto del 2009, ci riporta, invece, col pensiero immediatamente al Giro 2010, con la “fuga bidone” che scombussolò l’intera Corsa Rosa.

Verona e le cronometro conclusive del Giro d’Italia

Come detto sopra, Verona merita una menzione a parte. In ben 3 occasioni il Giro d’Italia si è concluso nella città dell’amore. In tutti e tre i casi (1981, 1984, 2010) a trionfare fu un italiano, rispettivamente Ivan Basso Battaglin, Moser e Basso, che sia di buon auspicio per i nostri azzurri. C’è da considerare, inoltre, che la tappa finale del Giro d’Italia 102 sarà una corta cronometro individuale di 15km. Non sara, però, una prova  banale dato che gli atleti dovranno percorrere il circuito delle Torricelle. Anche in questo caso gli specialisti potrebbero non vincere, riducendo il tutto a una sfida tra big e a chi ancora avrà energie per spingere. Eliminare la passerella significa una cosa sola: spettacolo. Si potrebbe arrivare alla frazione conclusiva del Giro d’Italia 102 con ancora ogni scenario disponibile e diversi corridori in lizza per posizioni di prestigio. I ciclisti fino all’ultimo metro non potranno mollare, sarà guerra, saranno emozioni fino a dentro l’Arena.
Negli anni passati sono già successi ribaltoni proprio all’ultimo giorno di fatiche.
Concludere il Giro d’Italia con una prova individuale a cronometro andava molto di voga tra il 2008 e il 2012. Epica l’edizione del 2009, vinta da Denis Menchov, in cui il russo, con il Colosseo sullo sfondo, scivolò sui sanpietrini bagnati. Il corridore della Rabobank riuscì comunque a rialzarsi e a portare a casa il Trofeo Senza Fine.

Ebbe meno fortuna, invece, nel 2012 Joaquim Rodriguez che all’ultima tappa, a cronometro appunto, perse la maglia rosa in favore del canadese, nonché outsider Hesjedal. Una beffa incredibile per il povero Purito. Sembra essere tornata ora di moda la voglia di chiudere il Giro con una prova contro il tempo, dopo il 2017 con la vittoria di tappa di Van Emden e la generale a Dumoulin, replicherà anche il Giro d’Italia 102, con lo scopo di regalare maggiori emozioni e tenere il tifoso attaccato allo schermo fino all’ultimo centimetro.

Un Giro che coprirà soltanto mezza Italia, per la tristezza di isole e Sud (nonostante negli ultimi due anni siano stati grandi protagonisti) ma che ricorderà tanti personaggi storici, da Leonardo da Vinci a Idro Montanelli, da Pantani che nell’94, ultima volta che Bologna ospitò il Giro d’Italia, si presentò al mondo, fino a Coppi.
La bellezza di cronometro (alternative) all’inizio, metà e fine della Corsa Rosa, lo spazio per i velocisti e le tante salite regaleranno giornate meravigliose. Sarà un Giro d’Italia 102, bello, bellissimo e ricco di colpi di scena.

 

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