Giro d’Italia 2018: pagelle ignoranti, seconda parte



Vi chiediamo scusa per averci messo così tanto a farvi uscire le pagelle ignoranti ma siamo stati più impegnati di Bonifazio alla ricerca del buco giusto mentre imposta una volata. Il lato positivo è che possiamo, a distanza di giorni, rinfrescarci la memoria con la bellezza del Giro d’Italia e soprattutto delle ultime dieci tappe, la prima parte di pagellone la potete trovare qua: http://www.ciclistibrutti.it/giro-ditalia-2018-pagelle-ignoranti-prime-10-tappe/
è stato un Giro dove si è tornati indietro negli anni: alle grandi crisi e alle imprese epiche, siamo tornati a un ciclismo più mitico ma allo stesso tempo più umano.

Pinot: il francese corre nell’anonimato per gran parte del Giro d’Italia ma nel giorno in cui si decide la Corsa Rosa lui c’è e si piazza virtualmente sul podio, il suo obiettivo minimo. Ma l’impresa di Froome sul Colle delle Finestre resta nelle gambe a molti e svuota le ultime energie a molti altri, il francese fa parte di quest’ultimo gruppo. Il giorno dopo è senza forze, arriverà al traguardo con un ritardo abissale, disidratato e con la febbre alta. Verrà ricoverato. Poteva, una volta capito di non poter più puntare al podio, salire in ammiraglia e salutare tutti evitandosi un calvario del genere. È rimasto, è restato, ha portato la bici all’arrivo. È stato un eroe. Voto: 10 NON SERVONO SPIEGAZIONI

Yates: per il britannico va tutto bene fino a quando riesce a scambiarsi con il gemello senza che nessuno se ne accorga, poi però Adam viene mandato a correre in California e comincia il tracollo di Simon. Nonostante sia stata una delle maglie rosa più frizzanti ed entusiasmanti degli ultimi anni, sarebbe stato opportuno spiegargli che il Giro dura tre settimane e risparmiare le energie è fondamentale. Voto: 8 INTERCAMBIABILE

Fonzi: vincere per due anni di seguito la maglia nera al Giro non è cosa da tutti, solo ai migliori riesce. Bisogna avere esperienza, saper perdere tempo, temporeggiare il giusto e soprattutto non andare forte da nessuna parte. Siamo tutti maglie nere per questo i ciclisti più vicini a noi persone comuni sono tanto amati. Tornando un po’ più seri essere maglia nera non è facile: essere ultimo significa arrivare a Roma con un ritardo tale da aver corso praticamente una tappa in più ma avendo fatto la stessa e identica fatica, forse di più. Significa arrivare al traguardo quando la gente ha già iniziato ad abbandonare le transenne e qualche tuo collega ti scende incontro in senso di marcia contrario. Significa arrivare quando i primi hanno già rilasciato le interviste e si sono già fatti la doccia. Sarà brutta la solitudine dei numeri uno, ma penso che sia pure peggio la solitudine degli ultimi. Voto: 9 FONZIE, UNO DI NOI

Froome: cade in Israele ancora prima che il Giro cominci, poi si stende da solo in salita. Due capitomboli uno più imbarazzante dell’altro. Nelle tappe intermedie perde secondi preziosi, sembra solo una brutta copia stropicciata del Frullatore del Tour, sembra che la Corsa Rosa sia molto più difficile e imprevedibile della Grande Boucle e che non è cosa per il britannico. Lo invitano, quindi, a ritirarsi. Chi avrebbe potuto accusarlo dopo tutte quelle difficoltà ? Forse per orgoglio o forse perché aveva già in testa grandi piani rimane in gara e il resto poi è storia …
Un capolavoro che resterà per sempre negli annali del ciclismo, che gli è valso il raggiungimento della Tripla Corona, conquistata oltretutto consecutivamente. Voto: 10 RE DEI GRANDI GIRI

Poels: è il primo giorno di crisi di Simon Yates, il primo segnale di cedimento della maglia rosa e in uno dei momenti maggiormente cruciali nel Giro di Froome l’olandese sbaglia strada che pubblicità dell’Estathé spostati pure. Arrivo a destra, Poels a sinistra, bene ma non Betancur.
Al di là di dell’errore, Poels è essenziale per Chris un po’ come Robin per Batman o un po’ come la regina per il re. Negli ultimi grandi giri Wout è stato la spalla destra del britannico e la tripla corona è un po’ anche sua. Voto: 7,5 SCUSI PER IL MARE ?

Frapporti: si scrive fuga, si legge Androni. Si scrive Androni in fuga si legge Frapporti all’attacco e a sto punto avrete pure capito che non sappiamo leggere ma abbiamo saputo apprezzare il cuore e la grinta del Frappo che non ha mai avuto paura di attaccare e ogni qual volta gli si presentava l’occasione si lanciava all’attacco. Voto: 7 FUGAIOLO

Betto: una presenza femminile serviva anche nel ciclismo per la gioia di Garzelli e Petacchi ma in realtà di tutti gli italiani. Voto: 10 QUANDO VADO A LETTO SOGNO SOLO LAURA BETTO

De Luca e la sua breve storia triste: cade in moto, poi supera il gruppo per correre al pronto soccorso. Viene espulso dal Giro. Voto: 8 DE LUCA LIBERO

Chaves: ha appena vinto sull’Etna e già si parla di quello che potrebbe essere il suo Giro, le ambizioni di classifica, di podio o di vittoria finale. La cruda realtà è che da un giorno all’altro la gara di Esteban diventa un calvario. Il giorno che esce di classifica arriverà al traguardo con 25 minuti di ritardo, trattiene le lacrime e allo stesso tempo sorride perché così è la vita dirà. Perché così è il ciclismo, a volte, troppo severo e cattivo con chi non se lo meriterebbe. Esteban un ragazzo umile, tranquillo, sorridente ci ha dato, nel giorno di un’altra sconfitta, un importante insegnamento per la vita. Voto: 9 SAGGIO

Bonifazio: in volata sembra una pallottola impazzita, una mina vagante, una mosca strafatta che continua a sbattere sulle pareti di casa. L’ultima volata a Roma è un insieme di errori e orrori bellissimi che gli costano poi, pure, il declassamento. Anche in altre volate, però, non ha saputo cogliere il momento, o ha perso la ruota decisiva o è rimasto incastrato. Le basi e la potenza ci sono, gli manca solo un po’ di scaltrezza in più. Voto: 5,5 PERICOLO PUBBLICO

Pozzovivo: questa volta sembrava davvero poter puntare a fare tra i primi 3 ma Pozzo e il podio sono come due rette parallele, non si incontreranno mai. Voto: 6-  PODIO ? NO, GRAZIE !

Israel e Plaza: la squadra israeliana parte alla grande nelle tappe in casa con un Boivin super carico poi, però, non sanno che ci sono altre 18 tappe in Italia e spariscono. Un giorno all’improvviso si rivede Plaza che ha la possibilità di giocarsi la vittoria con Schachmann e Cattaneo ma sale con il rapporto da ciclononno che SFR e 53×11 levatevi proprio. Voto: 5 POCO PRESENTI

Modolo: quest’anno al Giro non gliene gira una:  perde sempre il momento, viene beffato, parte lungo e resta incastrato. Resta ancora più incastrato, (questa volta) a vita, dopo la Corsa Rosa quando si sposa con Valentina. Ora Sacha sei più fregato di quando si parte ai 400 metri. Chissà quanti pensieri avrà avuto durante le volate tra invitati, scelta del vestito, del menù e di tutto quello che segue, ora si spiega tutto. Auguroni Sacha e Valentina. Voto: 4,5 ROYAL WEDDING SPOSTATI

I gregari: ci sono quei corridori che passano in secondo, a volte, anche terzo piano ma che sono fondamentali. Abbiamo già citato Poels, spalla destra di Chris ma meritano di essere considerati anche: Visconti, uomo fondamentale per la Bahrain e sempre a disposizione dei compagni, Roy che ha vissuto metro dopo metro il tracollo di Pinot e Adam Hansen che anche questa volta ha portato a termine il suo obiettivo, concludendo il Giro. VOTO: 7 FONDAMENTALI

Aru: un giro iniziato sottotono ma sempre con fiducia. Fiducia che è andata, però, a svanire di tappa in tappa. Poi la crisi di Sappada e un ritiro che sembrava imminente. Un breve e fulmineo riscatto con la cronometro di Trento dove però verrà pizzicato dal Var mentre sfrutta la scia. 20 secondi di penalità e un’Odissea che non sembra avere fine. Si ritirerà qualche giorno dopo, un Giro che definirlo disastroso potrebbe essere riduttivo. Voto: 3 DISFATTA

Meintjes: la Dimension Data aveva rivoluto il suo ritorno a tutti i costi e lo ha riportano alla casa base. Penso se ne siano pentiti. Il sudafricano è stato almeno una volta con i primi ? Non mi pare. Voto: 2 FANTASMA

Ricordo a tutti che potete votare l’uomo del Giro proprio qua sotto (http://www.ciclistibrutti.it/giro-ditalia-2018-uomo-del-giro/) o sulla nostra pagina Facebook.

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