Gli illustri ritiri che hanno abbandonato il gruppo nel 2017



Dopo queste prime apparizioni di ciclismo nei mesi più freddi dell’anno vi sarete accorti che il gruppo è più ricco di giovani leve ma ben più spoglio della vecchia guardia dato che nel 2017 hanno appeso la bicicletta al chiodo diversi campioni. Il primo è stato Tom Boonenhttp://www.ciclistibrutti.it/ciao-tom-merci/ che ha voluto salutare il suo pubblico nella corsa che lo ha reso una leggenda, la Parigi – Roubaix. Alla sua ultima apparizione Tom ha corso più con il cuore che con le gambe e sarà questo che ci mancherà di lui: il coraggio di osare, di metterci più spavalderia che testa, perché se c’è qualcosa che non è mai mancato a Big Balls è stata la grinta.

Pochi mesi dopo ha detto addio Adriano Malori che dopo il grave infortunio rimediato in Argentina non è tornato più lo stesso. Il ciclismo ha perso un ragazzo che avrebbe fatto ben sperare nelle prove contro il tempo, ma proprio nel suo periodo migliore, all’ormai ex atleta della Movistar la vita è cambiata completamente. Nel cuore di tutti i tifosi italiani resterà l’argento di Richmond che brillava come oro.

Dopo il Tour de France ha salutato il mondo delle due ruote Thomas Voeckler, diventato personaggio pubblico alla Grande Boucle del 2011 dove, con la classica “fuga bidone”, era riuscito vestire di giallo. Togliere il primato al francese non fu impresa facile per Andy Schleck che perse poi la maglia gialla nella cronometro conclusiva di Grenoble per cederla a un indomabile Cadel Evans. Voeckler si dimostrò un osso duro e chiuse quel Tour ai piedi del podio, in quarta posizione.
Di lui resteranno impresse le sue boccacce sotto sforzo e non si saprà mai  se sul volto del transalpino fosse dipinta l’onestà della fatica o se invece si sia sempre divertito a bluffare davanti alle telecamere.

Al termine della Vuelta ha salutato tutti Alberto Contador (http://www.ciclistibrutti.it/la-fine-di-unepoca/) che con l’impresa sull’Angliru ha messo la ciliegina sulla torta a una carriera decisamente sopra la media. L’elegante danza del Pistolero sui pedali mancherà agli amanti delle due ruote. Dopo il suo abbandono ha deciso di smettere anche il suo scudiero Jesus Hernandez perché senza il suo capitano continuare non avrebbe avuto alcun senso. Bel gesto di fedeltà.

A proposito di ottimi gregari, Paolo Tiralongo, dopo 17 anni di esemplare carriera ha lasciato il suo capitano con un importante uomo in meno. Il siciliano è uno di quei corridori che è sempre disponibile per i compagni, fedele, sincero e generoso e, a volta, quando dai sempre tutto per gli altri la vita ti sorride come alla 19a tappa del Giro d’Italia 2011. In maglia rosa c’è Alberto Contador da poco ex compagno di squadra di Paolo che difende i colori dell’Astana. A 6 chilometri dal traguardo il Pistolero consiglia al suo ex gregario di scattare ma quando parte secco Purito Rodríguez la corsa esplode definitivamente. Il leader della classifica capisce che deve fare qualcosa e così si lancia all’inseguimento del connazionale, lo riprende e lo salta con apparente facilità e in poche pedalate si riporta anche su Tiralongo. Contador potrebbe aprire il gas e lasciare al suo destino un Tiralongo ormai esausto, invece lo affianca, lo incita e lo invita a mettersi in scia. Paolo stringe i denti e spinge la bicicletta con tutto quello che gli è rimasto. A pochi metri dall’arrivo Alberto fa sprintare l’amico Paolo condendogli la prima vittoria in carriera. All’arrivo di Macugnaga Tiralongo lascia andare un urlo liberatorio e il volto macchiato da anni di fatiche per gli altri si trasforma in gioia. Il capitano a servizio del gregario, o meglio, dell’ex gregario. Poi l’abbraccio. Forse uno dei gesti più belli che il ciclismo abbia potuto ammirare. Un gesto d’amicizia che va oltre le vittorie. Perché se sei un gregario serio, diligente, onesto e puntuale come Paolo la vita poi, a volte, ti sorride. Questo ci ricorderemo di un grande atleta che per 17 stagioni si è messo al servizio degli altri e comunque è riuscito a conquistare un’ottavo posto in classifica generale alla Vuelta Espana e tre vittorie al Giro d’Italia, la prima in quei magici 6 km nel 2011.

Anche la Bmc dovrà fare i conti con un valido gregario in meno dato che il bolzanino Manuel Quinziato, ora avvocato, ha deciso che è arrivato il momento di chiudere la carriera. La sua è la classica vita da gregario fatta di pochi successi e tanta fatica. I suoi migliori risultati individuali sono stati il titolo italiano a cronometro, un nono posto alla Roubaix e le due vittorie all’Eneco Tour. Anche a fine carriera ha saputo mostrare la sua maturità e serietà professionale, scegliendo di non correre la cronometro mondiale di Bergen perché non era al top della forma. Sapeva che era più corretto che corresse qualcuno che fosse in una condizione migliore per non penalizzare la squadra.

A fine anno ha lasciato il gruppo anche Tyler Farrar (http://www.ciclistibrutti.it/farrar-away/) che dopo la morte dell’amico Wouter Weylandt non è stato più lo stesso. Il possente statunitense dai capelli rossicci, dopo quel fatidico giorno, è diventato un’altra persona e i successi sono iniziati a svanire. Il ciclismo perde un gran bel velocista, ma probabilmente Tyler lo avevamo perso già dal 2011 perché certi vuoti nemmeno vincendo riesci a colmarli.
A sorpresa si è ritirato anche l’americano Andrew Talanski. L’ormai ex corridore ha preso questa decisione a meno di 30 anni lasciando tutti a bocca aperta. Pare che non si trovasse più bene nell’ambiente e che ora si voglia concentrare sul triathlon. Di lui non si può dimenticare quell’anno al Tour che dopo svariate cadute, non riusciva nemmeno più a stare in bicicletta. Voleva ritirarsi ma venne incitato a proseguire e così rimontò in sella e portò il suo ferro al traguardo per pochissimi secondi dentro il tempo massimo. Dietro di lui più nessuno, solo il carro scopa. Un cuore così grande lo vidi solamente quel giorno nel ciclismo. In quella tappa Andrew era un leone ferito che riuscì comunque a tornare a casa. Andrew Talanski, cuor di leone. 

Tra gli altri che hanno abbandonato il gruppo ci sono da segnalare i ritiri di: Riblon, il fuggiasco svizzero Elmiger, il francese Pineau, Velits, Vicioso, Losada, Van den Broeck, Castelijns, Timmer, lo scalatore Zubeldia e il nostro Napolitano.

In gruppo ci mancherete ma ora godetevi la meritata pensione.

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