Il meglio del ciclismo nella stagione 2018



La stagione 2018 si è ormai conclusa e il 2019 è alle porte con l’inizio del Tour Down Under, riviviamo i momenti migliori:

Le Strade Bianche di Van Aert: il campioncino del ciclocross si presenta su strada con una prestazione
con la P maiuscola. Resterà nel cuore e nella mente dei tifosi la sua scalata verso Piazza del Campo a Siena, quando stremato crolla al suolo. Con una condotta di gara garibaldina concluderà terzo. Mostruoso.

Landa alla Tirreno Adriatico: Il basco vince la tappa con arrivo a Sassotetto e le braccia si alzano Landa dedica Scarponi stagione 2018a indicare il cielo, in ricordo dell’amico Scarponi. Lacrimoni.

La Milano Sanremo di Nibali: un vero capolavoro. Era difficile credere che lo Squalo, nonostante la sue doti da fuoriclasse, potesse vincere la Classicissima di Primavera. Un numero che resterà per sempre nella storia del ciclismo.

Le lacrime di Viviani alla Gent: Elia sprinta in maniera perfetta ma nulla può contro un determinatissimo Sagan che gli strapperà il successo. Al termine della corsa il velocista italiano è seduto a bordo strada in lacrime. La vittoria era a un passo. La disperazione di un bambino nel corpo di un uomo che era convinto e sperava di farcela.

Mads Pedersen al Fiandre: il giovane danese è in fuga fin dal mattino e fa di tutto per restare aggrappato a Terpstra. Lo strapotere dell’olandese è di un’altra categoria ma Mads non molla, da casa viene spinto e, a sorpresa, concluderà secondo a soli 22 anni.

La Roubaix di Sagan e la tenacia di Dillier: cinquanta chilometri di azione praticamente solitaria. Un rischio che, finalmente, ha pagato e ha messo in scacco il Wolfpack. Un’impresa spettacolare. Dillier non molla mai Sagan e lo slovacco non fa nulla per liberarsi di lui. Nel velodromo, poi, la volata del tre volte campione del mondo è perfetta.

Il meglio della stagione 2018 neI tre grandi giri

WilierUAE al Giro d’Italia: nello sport non è solito vedere gesti di unione e di essere squadra come lo sono state le compagini di Scinto e Saronni. Mareczko è spesso in difficoltà nelle tappe movimentate e tutti i compagni stanno nelle ultime posizioni del gruppo insieme a lui per supportarlo. Sull’Etna Zardini, appena caduto, viene letteralmente spinto dai compagni e solo così riuscirà ad arrivare fino in cima. Aru, invece, è pronto a mollare ma i compagni si stringono intorno al Cavaliere dei Quattro Mori e lo invitano a non mollare. Essere squadra non è così facile come sembra.

Chaves e Yates, la coppia perfetta: in cima al vulcano siciliano arrivano insieme i due uomini della Yates Chaves stagione 2018 EtnaMitchelton. Simon lascerà la vittoria a Esteban, in fuga dal mattino. I gesti che fanno bene al ciclismo.

L’impresa di Froome: un inizio di Giro d’Italia in sordina, anzi, iniziato davvero malissimo con la caduta nella ricognizione. Sul Colle delle Finestre però decide di far saltare il banco con una vittoria dal sapore anacronistico. Impresa d’altri tempi.

La forza di volontà di Lawson Craddock: il Tour è appena iniziato e l’uomo della EF Drapac è malamente caduto al suolo. Perde copiosamente sangue dal volto ma il compagno di stanza Clarke lo abbraccia e gli dice che va tutto bene. Il texano concluderà la tappe e persino la Grande Boucle. Per ogni tappa portata al termine donerà soldi al velodromo di Houston. Si crea così una campagna di donazioni di primissimo ordine e tutto questo è merito della tenacia di Lawson.

Il ritorno di John Degenkolb: è la tappa del pavè al Tour de France e il tedescone riesce finalmente a tornare al successo. Scoppia in lacrime, abbraccia Stuyven, ringrazia chi gli è stato vicino in quegli anni difficili e si scrolla di dosso le tante, troppe, sofferenze.

Caduta di Gilbert: è la forza di ripartire dopo un dramma. Philippe cade in un burrone mentre Caduta Gilbert Tour de France stagione 2018sta affrontando la discesa, torna su e riparte. Per correre in bici servono le palle, c’è poco da dire.

La passerella finale di Chavanel che dopo aver accompagnato i nostri pomeriggi di luglio per moltissimi anni saluta il gruppo.

Alla Vuelta Espana, oltre alla piacevole scoperta di Enric Mas c’è da segnalare la tappa vinta da Wallays. In fuga ci sono due gregari come Bystrom e, appunto, Wallays. Nei chilometri conclusivi i due in avanscoperta aprono il gas e il gruppo fatica a rientrare. Negli ultimi 500 metri iniziano a studiarsi e dietro la volata parte lunghissima. Wallays da tutto quello che gli è rimasto in corpo, la lingua comincia a sventolare da tutte le parti e alla fine riesce ad aprire le braccia al cielo. La classe operaia ce l’ha fatta, la classe operaia ha vinto.

Il meglio del finale della stagione 2018

L’Europeo di Trentin: scelto anche un po’ per patriottismo ma tornare a un successo con la nazionale mancava da troppo tempo. Per come si è realizzata è poi una vittoria che vale doppio. Siamo campioni d’Europa.

La dedica ad Antonelli: nella Firenze Viareggio Michael Antonelli finisce giù dal guardreil e
viene trasportato d’urgenza all’ospedale (è tutt’ora in coma). I compagni tornano in gruppo al Giro del Casentino e il finale è quello che tutti vorrebbero con la vittoria di Corradini. Le braccia al cielo e la dedica sono per il compagno di squadra.

Il Mondiale di Valverde: Alejandro ha rincorso per anni quella maglia iridata che sembrava stregata. Riuscirà a farla sua a 38 anni e, a Innsbruck, la vittoria di Valverde è stata un’esultanza complessiva. La vittoria di tutti.

Pinot al Lombardia: una stagione difficile con il podio al Giro perso alla penultima tappa ma riscattata con un’azione di forza al Lombardia e una vittoria meritatissima. Corridore che lotta sempre e non molla mai.

Sono questi i momenti migliori della stagione 2018. Qual è per voi il momento più bello?

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.