Mattia Bais: una vita in fuga



Mattia Bais e una vita all’attacco.
Di recente, il ragazzo del Cycling Team Friuli, è tornato dall’Argentina dove ha concluso la sua prima esperienza in azzurro e ha conquistato il decimo posto nella sesta tappa, ovviamente – nemmeno a dirlo – grazie a una fuga.
Tra i convocati della selezione italiana, tutti classe 96, Bais e Burchio sono stati gli unici a centrare un piazzamento nella top ten ma, non capisco perché, praticamente non se ne è parlato. Ci rendiamo conto che il San Juan non è forse la corsa più importante del mondo ma siamo allo stesso tempo consapevoli che questi risultati non solo danno morale ma sono anche di buon auspicio per la crescita dei futuri azzurri e dimostrano il buon lavoro che si sta facendo fin dalle giovanili con gli atleti maggiormente promettenti. Detto ciò siamo convinti che il decimo posto di Bais sia il suo primo capolavoro stagionale, perché un piazzamento colto battagliando con i professionisti è come una vittoria.

Il trentino di Nogaredo, nella passata stagione non ha conquistato successi ma è stato comunque in grado di farsi notare grazie alla sua tenacia e alla sua vita in fuga che gli hanno permesso la prima convocazione con la nazionale italiana minore. I suoi fan ormai gli hanno lanciato lo slogan “Bais in fuga” o “Se c’è una fuga, c’è Bais” e non si può di certo dargli torto.

Bais ama attaccare e quando è in avanscoperta si diverte.
Non teme di saltare perché sa che dove non arriva con le gambe ci arriva con testa e cuore, dove non arriva fisicamente ci arriva con grinta e caparbietà.
Bais è uno di quei corridori che ha il fiuto per le fughe. Odora fin da subito se il tentativo è buono e a quel punto non se lo fa sfuggire. Ricordate quell’anno al Tour dove Voeckler lo inquadravano in fondo al gruppo e un attimo dopo era nella fuga di giornata ? Ecco, Mattia è uguale, ha questo dono.
Uno di quei corridori che negli sprint ridotti non è fermo ma non lo si può di certo definire un velocista, è un passista – scalatore con il vizio di non mollare mai.
Uno di quei corridori che sa che deve dare il 110% per stare a galla e questo non lo spaventa, anzi lo motiva perché è consapevole che deve dare sempre tutto.
Uno di quei corridori che non ha paura di nulla e fa della grinta la sua arma migliore.
Uno di quei corridori che unisce alla passione e al divertimento per il ciclismo serietà, impegno e costanza.

Mattia Bais è 175 cm per 64 kg di puro guerriero. Perché Bais è un lottatore che non molla, uno di quelli che la spugna non la gettano neanche quando sono con le spalle al muro.
Mattia Bais è uno di quelli che con i suoi attacchi emozionerebbe il grande pubblico, che ognuno vorrebbe nella propria squadra perché sarebbe il gregario perfetto e l’attaccante giusto per mettere in scacco il gruppo anche da lontano. Il De Gendt trentino per capirci.
Mattia Bais è uno di quelli che ha il sogno nel cassetto che si chiama professionismo e se fossi un direttore sportivo uno così duro a morire lo vorrei sempre con me. Il corridore perfetto anche in questo ciclismo così moderno, un giovane all’antica che preferisce ascoltare le proprie sensazioni piuttosto che farsi condizionare dal computerino.

Questo è Mattia Bais e noi di Ciclisti Brutti vogliamo augurargli buona fortuna per la stagione 2018.

              

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *