Tutto il meglio del 2019 ciclistico



Il meglio del 2019 ciclistico è qui. Siamo partiti con la solita scontata vittoria di Richie Porte a Willunga Hill e occhio che tra una ventina di giorni potrebbe ripetersi. Il primo capolavoro dell’anno però porta la firma di Alberto Bettiol che è stato capace di fare suo il Giro delle Fiandre, prima vittoria da professionista.

Le classiche del Nord non vedono il solito dominio belga e a risolvere la situazione ci pensa Gilbert che fa sua l’ennesima classica Monumento, la Quick Step raggiunge così le 700 vittorie da quando è nata.

LE PAGELLE IGNORANTI DELLA ROUBAIX 

I SEGRETI DELLA ROUBAIX 

Il capolavoro successivo porta la firma di Van der Poel che all’Amstel Gold Race compie qualcosa di indescrivibile, regalando agli appassionati di ciclismo quello che – forse – si può definire il finale più bello e pazzesco di sempre.

Van der Poel Amstel 2019

IL MEGLIO DEI GRANDI GIRI 2019

Arrivano i grandi giri. Sbocciano i giovani italiani e il talento di Carapaz. La fuga vincente di Masnada, fa risvegliare l’Italia con Conti in rosa, Carboni in bianco e Ciccone in blu. Maglia rosa che verrà vinta, per la prima volta nella storia, da un ecuadoriano: Richard Carapaz. Il mondo del ciclismo ha un nuovo talento da tenere d’occhio. Il Giro d’Italia, però, non è solo questo, ha saputo far diventare realtà i sogni dei gregari. Benedetti alza le braccia al cielo a Pinerolo, Cataldo che proprio in Piemonte era stato fermato per aiutare Lopez, vince a Como. A volte anche i gregari raggiungono la gloria. Infine uno dei momenti più belli è l’unione della Sunweb che dopo la caduta di Dumoulin lo spingono fino al traguardo, scena che vedremo uguale con l’Astana a sostegno di Fuglsang al Tour de France.

PAGELLONE IGNORANTE GIRO D’ITALIA 

I SOGNI AL GIRO D’ITALIA

Non è da meno il Tour de France con Alaphilippe, già protagonista a Sanremo e sulle Ardenne, che lotta fino alla fine per vincere la maglia gialla, indossata anche dal nostro Giulio Ciccone. Il talento del corridore francese sembra essere senza limiti. In Francia abbiamo assistito anche alla nascita della stella Bernal, brillerà a lungo.

FINALE DI 2019

Prima della Vuelta bisogna gustarsi i primi successi da professionista di Evenepoel che comincia a vincere in Belgio, poi fa il numerone a San Sebastian e conclude con il successo nella cronometro europea. Non contento si prende la scena anche al Mondiale con una prova contro il tempo superba (argento!), mentre nella corsa su strada si ferma – di sua spontanea volontà – ad attendere il capitano Gilbert, vittima di una caduta. Veder correre questo ragazzo è una meraviglia. All’Europeo può godere anche l’Italia che trionfa con una meravigliosa azione di forza di Viviani, mentre Affini conquista il bronzo a cronometro. Oltre al ragazzo della Mitchelton l’Italia può contare, per le prove contro il tempo, su Ganna, capace di salire sul gradino più basso del podio al Mondiale. Abbiamo due cronoman di spessore. Tra i tanti sbocciati quest’anno era giusto citare pure loro.

Europeo Viviani 2019 Prima di volare in Spagna insieme al Belgio, insieme ai ciclisti, insieme alla Lotto, abbiamo pianto tutti e mentre le lacrime scendevano abbiamo fatto i conti con la morte, quella infame che si è portata via Lambrecht troppo presto.

IL NOSTRO RICORDO DI LAMBRECHT 

Si giunge verso la fine dell’anno con il successo di Roglic alla Vuelta Espana e il connazionale Pogacar che si prende tutta la scena. La Slovenia sta sfornando talenti come il panettiere tira fuori il pane dal forno. Uno degli ultimi atti del 2019 è stato il Mondiale nello Yorkshire con la beffa atroce per Trentin ma ci siamo consolati con il capolavoro a cronometro di Tiberi. Il giovane juniores aveva avuto un problema meccanico in partenza, ha perso 30″ ma ha iniziato a pestare sui pedali come un fabbro sul metallo. Un altro oro brillantissimo per il 2019 italiano.

L’AMARO MONDIALE 2019

 

 

 

 

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