Mondiale Innsbruck 2018: Italia all’attacco



Un solo imperativo per la prova degli italiani a Innsbruck: attaccare senza alcuna paura.

A due giorni dalla prova iridata è giusto fare un attimo il punto della situazione sulla nostra Nazionale. Arriviamo al Mondiale di Innsbruck da non favoriti e non avere gli occhi di tutti puntati addosso potrebbe essere un vantaggio. Ci presentiamo al via con Nibali, che sembra aver ritrovato una condizione più che buona per essere competitivo ma è abbastanza chiaro che puntare tutto sul siciliano con l’incognita “recupero dall’infortunio” sarebbe troppo rischioso e con Moscon, al contrario dello Squalo dello Stretto, in una splendida forma ma anch’egli con diversi rebus sulle sue spalle come: il lungo chilometraggio, l’assenza prolungata dalle corse dopo la squalifica al Tour e le dure pendenze del muro conclusivo, sarà in grado – il trentino – di superarle abilmente ? Insomma quelli che dovrebbero essere i nostri capitani arrivano al Mondiale con più incertezze che sicurezze e quindi ? Quindi bisogna avere il coraggio di correre con il rischio di saltare, perché la nostra Nazionale è solida e se saranno in grado di inserirsi in qualche buon tentativo di fuga potrebbero ambire a grandi risultati. Non sarebbe utopico vedere all’arrivo un gruppetto di seconde linee, che ha colto il momento giusto, giocarsi la gara.
Probabilmente se si corresse fantasticamente su navi e vascelli come se fossimo in una gara di Mario Kart la frase più adatta per i nostri ragazzi sarebbe: “all’arrembaggio”, dettata a gran voce dal capitano della nave, in questo caso un Cassani con l’occhio bendato e la pipa in bocca da vero uomo di mare.
Certo non siamo sulle onde in mezzo al mare e nemmeno dentro Mario Kart ma il concetto di base non cambia: serve un’Italia garibaldina pronta a correre con il coltello fra i denti, solo così possiamo provare a mettere nel sacco nazionali ben più quotate di noi.
Il cittì, facilitato dall’onorevole autoesclusione di Aru, ha scelto i nostri “Terribili 8”. Il sardo sa di aver passato una stagione complicata ed è consapevole che in Austria non sarebbe stato sicuramente d’aiuto alla causa Azzurra, supportata dai già citati Nibali e Moscon ma anche da Pozzovivo, De Marchi, Caruso, Brambilla, Pellizzotti, Cataldo. Tra i nostri viene preso poco in considerazione Pozzo che invece potrebbe fare la sua bella figura, dato che a suo dire sta vivendo la stagione migliore della sua vita. Potremmo contare anche sulla grinta di De Marchi e l’esperienza del Pellizza, perché l’importante non è fare la corsa ma far saltare la corsa, anche perché se riuscissimo ad affrontare il muro conclusivo con uno dei nostri in fuga e con qualche secondo di vantaggio allora sognare diventa ancor più che lecito.
Insomma l’imperativo per questa nazionale è soltanto uno: Italia, all’attacco.

Forza Azzurri.

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