Moreno Moser, la stella ha smesso di brillare



“Purtroppo sono anni che ho la sensazione che si sia rotto qualcosa dentro di me”, queste le parole di Moreno Moser per annunciare il suo addio dal mondo delle corse. Mi si spezza il cuore, un po’ perché è già il terzo che quest’anno saluta, un po’ perché aveva solo 28 anni, un po’ perché appena arrivato nel professionismo sembrava una stella che, però, con il passare del tempo ha iniziato a spegnersi.

Pronti via e a soli 21 anni e 55 giorni fa sua il Trofeo Laigueglia per ripetersi pochi mesi dopo al GP di Francoforte. Vola anche al Trofeo Melinda, campionato italiano e Tour de Suisse dove coglie degli ottimi risultati. Vince in Polonia e conquista anche la generale, fa secondo a Montreal e viene convocato per il Mondiale di Valkenburg, dove è il più giovane al via. L’anno dopo inizia la stagione vincendo le Strade Bianche, divorandosi il muro di Santa Caterina, è la consacrazione.

Già dalla stagione seguente, il 2014, però qualche ingranaggio si rompe e Moser vive la sua prima stagione a vuoto. D’altronde succede. Nel 2015, a distanza di due anni, torna al successo al Giro d’Austria e l’anno seguente vanta qualche buon risultato tra cui il terzo posto agli Europei a cronometro. Nel 2017 il passaggio all’Astana è deludente, mentre nel 2018 torna al successo, proprio al Laigueglia, dove tutto era cominciato. Sembra la perfetta chiusura di un cerchio, di un percorso ciclico, durato solamente sei anni, con un inizio e una fine. A fine stagione, dopo aver ammesso che “andare in gara poteva diventare un incubo” decide di ripartire dalla Nippo Vini Fantini con convinzione e la speranza di rilanciarsi. Non c’è nulla da fare, la carriera di Moreno, è in caduta libera da un po’ e non si riesce più a risalire. Oggi, l’addio dal mondo delle corse che lo ha portato, nel giro di poco tempo, dal Paradiso all’Inferno perché il ciclismo è così, tanto bello quanto cattivo e senza pietà.

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L’addio di Moser è lo spegnimento di una stella, di un ragazzo che, agli esordi, aveva fatto innamorare tutti per smettere di brillare stagione dopo stagione. D’altronde è facile essere osannato quando tutto va bene per poi essere dimenticato nelle difficoltà. Ahimé, è lo sport. Un ragazzo che sulle spalle doveva portare un cognome importante e, forse, a tratti scomodo. Uno dei tanti che ha vissuto nella pressione dei risultati che, tutto d’un tratto, hanno smesso di arrivare. Il suo messaggio su Instagram è straziante e fa riflettere. Dopo Kennaugh e Kittel, saluta anche Moser.

Buona fortuna Moreno, sperando che nel futuro tu possa tornare a brillare. A presto.

Moreno Moser

 

 

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