Pagelle ignoranti Giro delle Fiandre



La corsa fiamminga per quanto a tratti sia stata più noiosa della nonna che ti riempie di domande sulla fidanzatina al pranzo di Pasqua è riuscita comunque, a modo suo, a essere interessante grazie a parecchie cose strane successe in gara. La prima è una macchina che senza troppi problemi è in mezzo alla strada mentre la corsa le sta passando affianco, i divieti non li sa leggere ? I corridori la guardano giustamente stupiti, è fuori posto come un orso polare nel deserto. Poi vorrei capire: Pancani che urla all’ultimo chilometro chiedendo silenzio l’ho sentito solo io ? E il verso da pecora al momento delle prime riprese post gara a Terpstra ? Non ho sognato vero ? Forse in olandese il “beeeee” significa “sei andato a pecora oggi eh”. Bah le stranezze, quelle belle.

Terpstra: un serpente. Ha strisciato sulle pietre del Kwaremont, ha fatto slalom tra i tre attaccanti. Ha accelerato per togliersi subito di dosso la compagnia di Nibali, prima, e di Pedersen, poi, consapevole che con quella gamba non  avrebbe avuto bisogno di nessun aiuto per arrivare al traguardo. Ha morso gli avversari più temuti con uno scatto velenoso. Voto: 10 COBRA REALE
Pedersen: salire a 22 anni sul podio del Fiandre non è cosa da tutti ma questo danese, dopo essere passato professionista (forse) troppo presto ora sta trovando la quadra per correre da protagonista. Pochi giorni fa ha concluso quinto alla Dwars Door Vlaanderen, ieri secondo al Fiandre. Non penso che sia un caso e non me ne voglia Niki ma dal mio comodo divano ho tifato fortemente per Mads in fuga da molti più chilometri dell’olandese. Prima cercavo quasi di spingerlo da casa per far si che tenesse la ruota di Niki, poi lo incitavo a non mollare, a fare un ultimo sforzo per riprenderlo. D’altronde era lì a pochi secondi. Poi quando era ormai ovvio che Terpstra era avviato verso il successo ho iniziato a pregare che il gruppetto inseguitore non lo riprendesse. Il podio era più che meritato e non salirci sarebbe stato un peccato troppo grande. Su quel lunghissimo rettilineo finale con l’inquadratura troppo schiacciata tenevo le dita incrociate perché non lo riassorbissero inesorabilmente. Missione compiuta, ce l’ha fatta. Secondo al Fiandre con un’azione capolavoro e pensare che sarebbe dovuto stare in avanscoperta presumibilmente per Stuyven o Degenkolb e invece i capitani si sono dovuti inchinare di fronte alla tenacia del giovane Pedersen. Avrà sognato tutta la notte la ruota di Terpstra allontanarsi ma al momento può ritenersi più che soddisfatto. Voto: 10 VINCITORE MORALE
Cort Nielsen: ha passato tutta la gara ad attaccare per essere ripreso pochi metri dopo. Un effetto boomerang continuo. Un attacco per restare a galla, per anticipare di qualche secondo in maniera tale da non staccarsi. Una spola continua tra un inutile attacco e il riassorbimento in gruppo. Voto: 6,5 YO – YO
Gilbert: furbo, attento, pronto a muoversi. Non vedeva l’ora di un attacco come quello di Valgren per seguirlo, mettersi a ruota e farsi portare in carrozza fino al traguardo. Aveva la gamba calda e doveva farla girare. E dopo il successo dello scorsa stagione quest’anno incasella un terzo posto che schifo non fa. Altra giornata al servizio dei compagni, ma si sa, lui sogna la Roubaix … Bisogna aggiungere altro ? Sta pensando di piazzarci lo zampino. Voto: 7 VOLPE
Sagan: pare essere il padrone della corsa. Pare che abbia tutto sotto controllo. Pare scalare i muri con incredibile facilità. A un certo punto della corsa si gratta pure le palle da quanto sia tranquillo in quel gruppetto ormai ridotto a una cinquantina di unità e invece, per l’ennesima volta, la partita di scacchi la vince la Quick Step. Intrappolato in una strategia perfetta, tenta il tutto per tutto ma richiudere da solo su Terpstra è, oramai, troppo complicato. Voto: 4 SCACCO MATTO
Rowe: torna in gruppo dopo aver passato una stagione con una gamba rotta e si fa squalificare dalla corsa per condotta di gara pericolosa. Mentre il gruppo è normalmente in strada lui va a fare slalom tra gli spettatori sul marciapiede per guadagnare forse 3 posizioni e mezzo. Non proprio una mossa furba. Semina il panico tra la gente e si fa mandare a casa con netto anticipo. Voto: 5 TERRORISTA
Docker: ha la sfortuna di cadere nel posto sbagliato al momento sbagliato e con uno sventurato capitombolo finisce nel filo spinato. Una brutta scena che ricorda quella del Tour, non vogliamo nemmeno immaginare il dolore. Bello il gesto dell’uomo della Lotto Jumbo che stava scendendo di bici per aiutarlo. Voto: 6 DOCKER IS THE NEW HOOGERLAND (docker)
Tony Martin: l’emblema del suo stato di forma è lui che spinge a piedi la bicicletta sul pavé, nemmeno a spinta va più avanti. Il carrarmato mi sa che è rotto. Voto: 3 BLOCCATO
Van Avermaet: quest’anno non riesce proprio a incidere. L’anno scorso correva con il coltello tra i denti, quest’anno con le forbici dalle punte arrotondate consigliate ad Art Attack. Non farebbe paura nemmeno a un bambino, ma non è morto è solamente in letargo e non mi stupirei se si svegliasse proprio la settimana prossima. Crolla letteralmente di testa quando è a tutta e Sagan lo affianca mentre si sorseggia un thè caldo. Voto: 2 GHIRO
Stybar: quest’anno in casa Quick Step hanno vinto tutti dal portaborracce alla giovane scommessa e in qualsiasi tipo di corsa dal Fiandre alla corsa del paese ma Stybar anche se è sempre con i primi non è riuscito a lasciare il segno. Si aggiungerà pure lui a quelli che cercheranno di azzeccare la giornata domenica o concluderà la sua Campagna del Nord in maniera più fallimentare della battaglia di Waterloo di Napoleone ? Voto: 5,5 ANDARCI VICINO CONTA SOLO A BOCCE
Roosen: penso che non sia mai stato nominato ma nel gruppo dei primi c’era anche lui. Nessuno, però, se lo è considerato, povero Tim. Voto: 6,5 NEL DIMENTICATOIO
Naesen: ormai agli ultimi appuntamenti di rilievo è sempre finito per terra ma nonostante il dolore e le ferite non si arrende e tiene duro fino all’ultimo, è anche per questo che i belgi lo amano. Voto: 7,5 GUERRIERO

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