Quella volta che Jeremy Roy sfiorò la vittoria al Tour de France 2011



Jeremy Roy, dopo 15 stagioni, ha deciso di appendere la bicicletta al chiodo e mettere così fine alla sua carriera.
Per ricordare il corridore francese abbiamo deciso di tornare al Tour de France 2011, uno dei più emozionanti e ricchi di sorprese degli ultimi anni. Il primo vero colpo di scena ci fu alla 9° tappa quando una macchina urtò Flecha e fece finire Hoogerland nel filo spinato, procurandogli una cosa come 33 punti di sutura, i due atleti erano nella fuga che si giocò la frazione con l’arrivo a Saint Flour. In quella fuga “bidone” c’erano anche un certo Luis Leon Sanchez, in maglia Rabobank, che quel giorno farà sua la vittoria e Thomas Voeckler che al traguardo indosserà la maglia gialla. Togliere il primato al transalpino risulterà impresa non facile per i suoi diretti avversari, l’uomo della Direct Energie, infatti, perderà la maglia solamente alla 18° tappa e finirà quel suo pazzo Tour in quarta posizione.

Appena quattro tappe più tardi Jeremy Roy si renderà protagonista di un attacco che emozionerà i tifosi di ciclismo. Nella frazione che porta la carovana da Pau a Lourdes (152km) vanno in avanscoperta diversi corridori e tra questi: Boasson Hagen, Moncoutie, Hushovd, Petacchi, Roy e molti altri. A più di 50 km dalla conclusione il francesino rompe gli indugi e se ne va tutto solo. Dietro il gruppetto esplode e all’inseguimento dell’uomo della Fdj ci sono Thor Hushovd, in maglia iridata, e Moncoutie della Cofidis. Ai meno tre dall’arrivo il Campione del Mondo stacca prepotentemente il compagno d’avventura, si riporta – in meno di un chilometro – sul solitario Roy e senza nemmeno rifiatare tira dritto a velocità doppia lasciando il povero gregario alla sua sorte, alla sua solita sorte.
Roy è un corridore che ha servito i suoi compagni per tutta la vita e solamente quel giorno a Lourdes aveva annusato l’aria del trionfo, con un prestigioso successo al Tour de France ma ha trovato sulla sua strada un implacabile e troppo forte Thor Hushovd.
Una lunghissima fuga, gran parte in solitaria che avrebbe reso la vittoria ancora più bella e che le avrebbe dato il sapore dell’impresa. All’arrivo giungerà esausto, incapace persino di prendere la ruota di Moncoutie con la speranza di restare a galla. Arriverà sfinito, trattenendo a stento le lacrime. Un’emozione da brividi.

Da 0:34, la commozione del grande sconfitto di giornata, l’eroe del giorno come lo definiscono i telecronisti.
La favola, quel giorno a Lourdes, non ebbe il lieto fine. Il gregario era rimasto un gregario e il campione si era dimostrato campione, tutto come da copione.
Un gregario eccellente che saluta il gruppo, grazie Jeremy.

Jeremy Roy
Jeremy Roy sul traguardo di Lourdes

Solo per la cronaca quel pazzo Tour lo vinse quel cagnaccio di Evans che nella cronometro di Grenoble scalzò Andy Schleck. Una Grande Boucle strana e bellissima dall’inizio alla fine.

 

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