Il racconto ignorante dei nostri quattro giorni al Giro d’Italia 2019



Quest’anno abbiamo avuto la fortuna di seguire alcune tappe del Giro d’Italia 2019, ricche di colpi di scena e momenti memorabili, di seguito il nostro racconto.

GIRO D’ITALIA 2019: DAY ONE

La nostra trasferta ignorante, al Giro d’Italia 2019, comincia da Riccione. Arriviamo belli e felici con le robe da spiaggia: occhiali, infradito, asciugami, costumino e pure il cocco da vendere ma a Riccione fa un freddo che Genovesi ha rischiato di ibernarsi. In spiaggia c’erano pinguini e orsi polari e soprattutto diluviava che qualcuno ha fatto la crono con la canoa e a San Marino è stato avvistato Noé con l’arca. Insomma prendiamo il diluvio universale e ci ripariamo in un bar su Viale Ceccarini, 4 euro un caffè. Schifo i poveri. Finiamo il budget. È un inizio di Corsa Rosa disastroso ma tornando verso le nostre bici conosciamo, prima, quelle bone della frutta e verdura con il quale giriamo un video dalla pessima qualità e regia ma va bene così e poi svaligiamo lo stand della Morato: pasta e tortellini che potevamo sfamare un esercito. 18 mail false e 68 pacchi di cibo, se a qualcuno sono arrivate promozioni della Morato completamente a caso non è colpa nostra. Ci fermiamo al supermercato a prendere gli ingredienti restanti per la cena: panna, prosciutto e birre. C’è tutto. Ah PS abbiamo anche fatto scorta di figurine, grazie a un’amica della carovana: bambini felicissimi.

GIRO D’ITALIA 2019: DAY TWO

Maggio si ricorda di essere un mese prettamente primaverile e su Riccione spunta il sole. Alleluja. In mattinata percorriamo tutto il lungo mare e pronti via incontriamo Valerio Conti, maglia rosa, e facciamo una breve intervista. Così anche con Puccio, Maestri, Carboni e Viviani. Elia è ancora arrabbiato per la squalifica, Mirco, anche nel giorno di riposo, va in fuga, Giovanni è stufo di mangiare pollo e Salvatore tiene banco al bar, dove sta prendendo il caffè con i compagni. Ci racconta che è quello che l’ha fatta più ignorante di tutti, stendendo un gruppo intero. Sorride ma i sensi di colpa deve ancora averli con sé.

LE NOSTRE INTERVISTE 

Ci fermiamo a mangiare in riva al mare un piatto di pesce STRA – TO – SFE – RI – CO. Conosciamo alcuni motociclisti che da anni fanno le staffette al Giro e il proprietario del locale, Nettuno, ci prende in simpatia e a fine pasto ci offre limoncello e meloncello. Anche il meloncello PAZ-ZES-CO. Glielo dico e ce ne regala una bottiglia e così anche per stasera abbiamo l’alcool. A pancia piena ci dirigiamo verso l’hotel della Trek dove ci attende un disponibilissimo Moschetti, lo intervistiamo e ci racconta diversi aneddoti sui suoi giorni di gara. Gentilissimo e davvero in gamba. Ci fermiamo al pullman della Bahrain dato che Purito era in quelle zone e i meccanici senza che dicessimo nulla ci regalano delle borracce del team (abbiamo la faccia così da pezzenti? Beh, prendiamo e portiamo a casa). Torniamo alla piazzola, carichiamo il camper e ci spostiamo a Ravenna, dove visitiamo Sant’Apollinare. Mangiamo il solito piatto di tortellini Morato e vado a letto felice.

GIRO D’ITALIA 2019: DAY THREE

A Ravenna la prima cosa da fare è andare ai vari stand per fare rifornimento di cibo e andare a trovare le nostre amiche di Frutta e Verdura, alle quali ormai ci siamo affezionati. Poi camminiamo tra i vari pullman, dove intervistiamo Cima, qualche giorno dopo vincerà una tappa al Giro (coincidenze? Io non credo). Incontriamo Marangoni e scambiamo due parole al volo, poi lo lasciamo andare che è più impegnato di una donna mentre si prepara per uscire. Continuiamo a girare tra i team e incontriamo Gianni Savio, conosciuto pochi giorni prima al Tour of the Alps, questa la storia: a Salorno incontriamo e parliamo per la prima volta con Il Principe e quel giorno Masnada trova la prima vittoria. Rivediamo il patron dell’Androni a Bolzano e chi vince? Esatto, di nuovo Masnada. Dire che portiamo fortuna è poco. A Bolzano Savio è felicissimo, tant’è che gli diciamo che ci deve un aperitivo e preso dall’euforia acconsente. A Ravenna, appunto, lo incontriamo e gli chiediamo se si ricorda di noi. Ci squadra e fa un po’ di fatica e allora gli diciamo che siamo quelli di Ciclisti Brutti, del Tour of the Alps. “Ah si si, mi ricordo”, “Eh Gianni ci devi un aperitivo” dico scherzando e lui “Eh organizziamo” e io sempre con tono sarcastico: “Quando? Ora?” e lui più seriamente: “No ragazzi ora non si può sta per partire la corsa”, ma all’improvviso chiama un suo collaboratore: “In che hotel siamo stasera?”, ed ecco in un attimo l’invito ufficiale all’aperitivo con Gianni Savio.

Caleb Ewan Giro d'Italia 2019

Ci godiamo la partenza e tornando al camper dei ragazzi ci regalano due ghiaccioli alla coca cola, così dal nulla (allora abbiamo davvero la faccia da accattoni). Li osservo con diffidenza, dai nessuno regalerebbe mai dei ghiaccioli, penso come minimo che ci abbiano sputato sopra o che se li siano infilati sotto le ascelle puzzolenti e invece no, chiusi, puliti, rinfrescanti: ottimi. Voliamo al camper e ci mettiamo subito in cammino verso Modena. Parcheggiamo e ci fondiamo all’arrivo. Selfie con Zaytsev e Beppe Conti e poi ci dirigiamo all’Hotel dell’Androni, aperitivo con Savio, che signore e che sogno per noi. Ci dedica un po’ di tempo, beve un succo di frutta, noi andiamo di Spritz e poi si congeda. Super eccitati prendiamo il nostro fedele camper e ci spostiamo a Carpi. Conosciamo dei signori di una certa età che stavano seguendo tutto il Giro, uno italiano, l’altro belga. Amici da una vita che guardano Giro e classiche del Nord insieme. La meraviglia del ciclismo.

GIRO D’ITALIA 2019: DAY FOUR

In mattinata ci dirigiamo alla partenza e l’open village è circondato da security, manco in una banca c’è tutto quel controllo. Facciamo un Giro per i pullman e a quello della UAE ci fermiamo a parlare con l’addetto stampa, chiediamo come sta Consonni, caduto il giorno prima. Lui si ricorda di noi da Riccione e ci chiede: “Volete un pass vip, me ne sono avanzati un po’”. Beh che fai, dici di no? Pare brutto. “Beh se ne hai in più, volentieri”. “Sì, vorrei darli a persone meritevoli”, incalza lui. Increduli indossiamo il pass e ci dirigiamo alla vip zone. “Buongiorno desidera?” “Caffè e brioches, grazie”, chiaramente non pagato. A un metro da noi mezza Androni, Formolo e molti altri. Ci godiamo il momento in silenzio e senza disturbare, intanto conosciamo i genitori di Formolino ancora spaventati dalla sbandata del figlio del giorno prima: “Eh si è andata bene”. Dopo la partenza ci rimettiamo in viaggio, questa volta verso casa. Una 4 giorni bellissima che si chiuderà, in realtà, con la ciliegina sulla torta con la cronometro conclusiva di Verona.

Grazie a Michele e Gabriele, i miei compagni di viaggio al Giro d’Italia 2019

PAGELLE IGNORANTI GIRO D’ITALIA 2019

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