La Milano Sanremo più folle e assurda di sempre



Oggi è il giorno della Milano Sanremo, della Classicissima di primavera, della classica che inaugura la stagione. Quest’oggi le previsioni meteo danno bel tempo tra Lombardia e Liguria, ma non è sempre stato così. Basti pensare alla ricognizione di Kwiatkowski sotto la neve l’anno scorso, anche se poi il tempo in gara era stato buono. Oppure bisogna tornare al 2013, alla Milano Sanremo, più pazza, folle, assurda e fredda.

Nel 2013 fu un inferno di ghiaccio: freddo, neve, pioggia. A più di 100 chilometri la corsa viene sospesa, i corridori sono congelati e qualcuno ha un principio di ibernazione. C’è bisogno di scaldarsi. Alla fine si decide di ripartire da Cogoleto, nonostante per molti il morale sia a terra.  Milano Sanremo 2013, sotto la neve
Nelle fasi conclusive della corsa, sul Poggio, scatta Paolini e dietro gli vanno: Sagan, Cancellara, Ciolek e Pozzato, anche se quest’ultimo perderà le ruote proprio in cima. In discesa si mette Sagan a disegnare le traiettorie, già al tempo era un funambolo, e così il quartetto si riporta sui due cagnacci al comando: Stannard e Chavanel. Nei chilometri conclusivi tutti si concentrano su Cancellara e Sagan che hanno il compito di chiudere su chi attacca e di mantenere a distanza il gruppo. All’interno dell’ultimo chilometro i sei sono tutti insieme, Chavanel rompe gli indugi e Sagan capisce che è il momento di partire ma beffarlo sarà Ciolek, in maglia MTN Qhubeka, l’uomo che nessuno si aspettava.
Cancellara, terzo classificato, all’arrivo dirà: “Oggi siam tutti vincitori per essere arrivati a Sanremo con una giornata così, ognuno può andare contento a casa. Una roba impressionante“.

La storia di Gerald Ciolek è quella di un predestinato che non ha saputo mantenere le aspettative. A 18 anni diventa campione nazionale tedesco battendo Zabel in volata. Nel 2006 è campione del mondo Gerald Ciolel, Milano Sanremo 2013under 23, poi una carriera costellata di tanti bassi e pochi alti. L’imprevedibile successo alla Milano Sanremo è la sua vittoria più bella e forse prestigiosa. L’anno dopo chiude la Classicissima nono e poi sparisce definitivamente.

La Sanremo è imprevedibilità, carpe diem, colpo di genio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.