Stagione 2018: prima parte



La prima parte di stagione si è ormai conclusa. Le corse al caldo hanno lasciato spazio ai corridori da classiche del Nord e in un attimo questa prima parentesi di stagione 2018 è arrivata alle classiche delle Ardenne, più adatte a ciclisti scattanti.

Come da tradizione oramai la stagione comincia nella caldissima Australia dove a sorpresa il buon Richie Porte manca il suo obiettivo principale della stagione. Come sappiamo, anche questa volta, il tasmaniano ha trionfato a Willunga Hill ma il buon Impey gli ha negato la gioia della classifica generale. In un attimo per Richie è il buio, crisi totale. Sparisce per mesi dal gruppo e ci torna solamente ai Paesi Baschi dove è stato preso a bastonate sui denti dalla prima tappa fino al giorno del suo ritiro. Inizio di stagione da rivedere. Intanto sempre in Australia sbuca Jay McCarthy capace di fare sua la prima classica dell’anno la Cadel Evans Great Ocean Road Race. Jay metterà a segno un altro colpo ai Paesi Baschi tant’è che delle 5 vittorie stagionali della Bora, due sono sue e le altre 3 di Sagan, praticamente il resto della squadra non esiste. Ah a proposito di vittorie ma l’UAE lo sa che possono vincere pure loro ? Sarà anche che Kristoff fino ad ora ha pensato più a farsi bello con un nuovo baffetto imbarazzante che a cercare di alzare le braccia al cielo ma sto anno, ad essere onesti, il norvegese non sembra andare avanti nemmeno a spinta.
In un attimo da Australia, Emirati Arabi e Argentina il gruppo atterra in Italia e più precisamente a Siena alla classica del Nord più a Sud d’Europa. Dove le sorprese sono ben due: la prima è che Tiesj Benoot finalmente dopo decine, centinaia anzi migliaia di tentativi da distanze più lunghe del campo di calcio di Holly e Benji ha azzeccato i tempi e ha trovato la sua prima vittoria in carriera. La seconda che abbiamo scoperto anche su strada quel campioncino di Wout Van Aert che oltre ad essere un ottimo uomo da classiche (potrebbe già dal prossimo anno trovare successi importanti) si è mostrato anche una discreta palla da bowling facendo strike contro un gendarme a bordo strada. Nel frattempo in Francia, alla Parigi – Nizza, il mondo scopre un giovane scalatore: Marc Soler che è stato subito paragonato a Miguel Indurain, non uno qualunque insomma. Tornando in Italia abbiamo i primi problemi di quartiere nel gruppo: a Sanremo sul lungomare di via Roma viene avvistato uno squalo proveniente dallo stretto di Messina, questo dicono gli esperti. Molto pericoloso. (sì, godo ancora. Grazie Vincenzo). Ah poco prima di Sanremo abbiamo definitivamente perso Mark Cavendish che dopo poche presenze annuali aveva già più cadute nel palmares che piazzamenti. A 10 km dall’arrivo di Sanremo si manda anticipatamente in vacanza con Peta prendendo in pieno uno spartitraffico. Altri problemi di quartiere: al Nord sono stati individuati dei teppistelli, guidati da un certo Niki Terpstra, che per ben 9 volte e in 9 posti diversi hanno bullizzato il gruppo, si fanno chiamare Wolfpack. Ci dicono che soltanto 4 rapine li sono andate male, sventate da Sagan, Groenewegen e Valgren.
Corse a tappe di una settimana
Nelle corse a tappe di una settimana invece segnaliamo:
Valverde, per gli amici “vino”, che più invecchia e più diventa buono. Intramontabile. Ah prima che ci dimentichiamo: in Catalogna nelle prime posizioni del gruppo si è rivisto anche Kruijswijk così se qualcuno fosse stato in pensiero per lui ora sa che è ancora vivo e ogni tanto si ricorda di pedalare.
Un Kwiatkowski che ha fatto, alla Tirreno – Adriatico, il baffo ai suoi capitani, Thomas (sfortunatissimo) e Froome indietro di condizione ma così indietro che ancora un po’ tornava indietro nel tempo, più o meno al 2011. I limiti del polacco non sembrano visibili da qui alla Kamchatka, chissà dove può arrivare.
De Gendt, invece, tanto per cambiare ha passato più giorni in fuga che a casa sua, trovando anche una splendida vittoria.
Bouhanni, invece, dopo aver iniziato la stagione sottotono pensando di essere sempre la reginetta del ballo alla Cofidis se l’è presa molto comoda. Peccato per lui che Laporte non ci ha messo nulla a rimpiazzarlo. Ora il pugile è caduto in depressione.
Infine al Giro dei Paesi Baschi abbiamo visto Landa, Roglic e Alaphilippe in una condizione strepitosa e se per i primi due possiamo chiederci fino dove possono arrivare quest’anno e se saranno in grado di vincere il Tour de France a luglio, per Julien dobbiamo stare con gli occhi attaccati allo schermo già da domenica perché non è improbabile vederlo vincere l’Amstel Gold Race. Ah a proposito di Amstel Felline non ci sarà. Fabio doveva essere una delle punte della Trek ma a quanto pare le Ardenne non gli portano molta fortuna, ricordate come finì qualche anno fa ? Si sfracellò al suolo nel trasferimento, ancora prima di partire. Quest’anno non lo si era ancora visto e lo si aspettava con grandi aspettative sulle Ardenne ma l’infortunio lo ha messo fuori gioco (mannaggia a lui al Fantaciclismo l’avevo preso per il trittico). Ferie prolungate.

Pagina del gossip
Sagan e Kwiatkowski si sono marcati così stretti nelle prime corse dell’anno che ha portato la rivista “Chi?” a indagare su una loro possibile relazione. Si scoprirà solo più avanti che Peter si sentiva perseguitato dal polacco e temeva che potesse spuntargli di ruota in qualsiasi istante. Dicono che per superare lo shock del finale della Sanremo 2017, sognato per notti, si sia dovuto affidare a uno specialista che gli consigliò stermini di Haribo per sfogare la rabbia.
Sempre al centro delle pagine di Gossip c’è il buon Sagan ma questa volta in maniera indiretta. Tutto partì da quel mattacchione di Tom Boonen che preso dalla noia della pensione e dai pochi cantieri presenti nelle cittadine belghe accusò Cancellara di alcune sue vittorie, lo svizzero però troppo preso dal torneo nazionale di briscola a Berna non si degnò nemmeno di rispondere a Re Tom che preso dalla frustrazione si scagliò contro Peter dicendogli che dovrebbe parlare di meno. Peter risponderà sulla strada facendo sua la Roubaix e Tommeke muuuuto. In molti del settore sostengono che Boonen soffra di carenze affettive e necessiti d’attenzioni. Infine per la nostra rubrica d’amore dobbiamo segnalare che, purtroppo, Jacopo Guarnieri è stato friendzonato dalla Signora Roubaix.

Rubrica giovani
In questa prima parte di stagione abbiamo potuto scoprire diversi talenti interessanti come i velocisti della Quick

Step Jakobsen e Hodeg e lo scalatore, sempre della Quick Step, Mas. Pullula di giovani campioni il team belga. Sembra essere maturato Mohoric, sempre piazzato nelle tappe in Catalogna. Di Matej, campione del mondo juniores e campione del mondo u23, si sapeva che fosse un talento ora però con il passaggio alla Bahrain sembra aver trovato la sua dimensione nel mondo dei grandi. Non si capisce ancora che tipo di corridore sia. Un matto in discesa, se la cava sulle salite non troppo ardue ed è pure veloce. Bernal, invece, prima di farsi male ha dato prova al mondo intero di essere uno scalatore di tutto rispetto e di essere cresciuto molto rispetto alla corsa stagione. Potrà ottenere grandi traguardi.
Un’altra piacevole sorpresa ai Paesi Baschi ancora tutta da scoprire è stata Mark Padun.
Tante belle giovani promesse per il futuro.

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