Strade Bianche 2018: pagelle ignoranti



Le Strade Bianche una delle corse più belle ed eroiche di sempre è stata resa, ieri, ancora più epica dal maltempo, il freddo, il fango e il coraggio di chi ha saputo osare. Diamo qualche voto:

I big Kwiatkowski (4), Van Avermaet (4) e Sagan (5) si studiano così tanto manco dovessero sostenere l’esame di diritto penale o analisi 2. Il risultato è che vengono bocciati tutti. L’insufficienza è lieve per Sagan che almeno con Oss (ma che cuore ha questo ragazzo ? Sempre l’ultimo a mollare ! Voto:6,5 MAI DOMO) e Muhlberger provano a fare qualcosa, ma si svegliano quando è ormai troppo tardi e Benoot sta già festeggiando in Piazza del Campo la sua prima vittoria da professionista. D’altronde ci sta che quando si hanno gli occhi di tutti puntati addosso muoversi risulti più complicato ma restare a controllarsi costantemente con la mentalità “se non vinco io, non vinci nemmeno te” fa schifo. RIMANDATI AL PROSSIMO APPELLO
Tutti si aspettano Nibali (5) e Colbrelli (4) ma spuntano Visconti (7) e Mohoric (6), tutti si aspettano Gilbert (4) e il vero protagonista diventa Serry (7). Il bello di queste corse è che sono così imprevedibili che chiunque può prendersi la scena. Giusto che anche i gregari riescano a prendersi momenti di gloria e visibilità. Nel mare di fango delle Strade Bianche molti big sono affogati e lo staff della corsa sta ancora cercando qualcuno nei campi senesi, tipo di Gilbert qualcuno ha notizie ? Siamo sicuri che sia partito ? BIG DISPERSION
Stybar (5,5): quando corre cerca di farlo sempre da protagonista ma anche quest’anno vince l’anno prossimo. Il ceco è sempre lì a giocarsi la partita ma all’ultima mano, da anni, pesca il 2 di picche. LOSER
Valverde (6): come sempre ha la capacità di muoversi con un attimo di ritardo di troppo. Peccato perché aveva mostrato di avere un’ottima gamba e di sapersi destreggiare anche in questo tipo di corse e con questo tipo di condizioni metereologiche ma deve accontentarsi di un amaro quarto posto. I primi tre all’arrivo si considerano sicuramente più che soddisfatti della loro prova, lui, invece, diventa, come spesso gli è accaduto in carriera, il primo degli sconfitti. ATTENDISTA
Van Aert (9): la sua presenza aveva già scatenato la palpitazione dei tifosi e dei media ancora prima del via e in strada non ha di certo deluso le aspettative. Corre sapendo di non aver nulla da perdere e così si butta

all’inseguimento di Bardet dando poi vigore all’azione del francesino che probabilmente da solo non avrebbe avuto alcuna speranza. Non si è risparmiato e di fatto è arrivato in Piazza del Campo letteralmente stremato. Sullo strappo di Santa Caterina è salito barcollando e quasi in cima è caduto dalla bicicletta esausto dalla fatica. Non ha mollato però, è ribalzato goffamente in sella ed è giunto al traguardo in una meritatissima terza posizione. Questo ragazzo ha carattere da vendere e continuerà ad essere protagonista nella Campagna del Nord. FENOMENO VERO Benoot (10): ha mostrato il suo strapotere. Ha mostrato che era giunto il momento di conquistare la prima vittoria da professionista e lo ha fatto tirando fuori il coniglio dal cilindro signori. Ha aperto il gas e nel giro di pochi chilometri è andato a riprendere la coppia all’attacco, recuperando da solo 40 secondi in un batter d’occhio. Ha tirato il fiato per qualche metro e poi – quando ha capito che il ritmo dei compagni di viaggio era da scampagnata sulle colline toscane – ha attaccato il NOS. Bardet e Van Aert non hanno potuto nemmeno reagire all’azione di forza di Tiesj, l’hanno potuta solamente ammirare restando a guardarla. Se voleva vincere la prima corsa da professionista con un capolavoro allora ci è riuscito. Giù il cappello, signori. THE WINNER
Bardet (9,5): mi aspettavo di vederlo tremare sullo sterrato come una foglia in autunno fino a vederla cadere morta al suolo. E invece Romain ha corso in maniera superlativa: prima è rientrato sul gruppo dei big, poi – quando ha capito che stavano a guardarsi nelle palle degli occhi senza fare nulla – ha tirato dritto e ha preso il largo. Peccato per lui e Wout che Benoot abbia fatto la stessa cosa con loro. Il francesino questa volta si è davvero superato, una prestazione da applausi. CORAGGIOSO
Power (8): Ha finalmente dimostrato la sua forza. L’australiano era entrato nel ciclismo che conta con la nomea del fenomeno e del predestinato ma fino alle Strade Bianche non era mai stato in grado di dimostrarci quanto valesse. L’unica volta che aveva fatto parlare di sé era stato al Lombardia dove si era presentato al via in ritardo, quando il gruppo era già partito. Questa volta, invece, Robert è arrivato alla partenza puntualissimo e ha finalmente dato prova delle sue capacità. Anche nel suo caso tutti quanti aspettavano Juul Jensen e Durbridge ma i compagni di squadra non sono ancora arrivati a Siena. Che POWER il RAGAZZO
Dumoulin e Andersen (5): sulla coppia del Team Sunweb c’erano grandi aspettative. Il duo resta nel vivo del gioco fino a più o meno 50 km dalla conclusione poi qualcuno li spegne la console all’improvviso senza dargli il tempo di salvare. RIMOZIONE DEI DATI DI GIOCO NON SALVATI, GAME OVER.

 

Una gara bellissima, dove il maltempo ha mischiato tutte le carte in gioco.
Ha vinto chi ha avuto più coraggio di osare in una prova per soli uomini veri, basti pensare che al traguardo sono arrivati – vivi – solamente in 53.
Tutto molto epico.

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