Tour de France: un grande inizio



“Chi ben comincia è a metà dell’opera” e la prima tappa del Tour de France è iniziata benissimo.

Doveva essere una frazione tranquilla, per velocisti e invece è successo di tutto e di più, il caos più totale.
Il primo a cadere alla 105° edizione della Grande Boucle è Lawson Craddock. Il texano riparte con un brutto taglio alla tempia, il volto è sanguinante e il dolore è di quelli che ti bloccano le gambe. Il compagno di stanza Clarke lo abbraccia e gli dice che va tutto bene, che non è nulla e che può continuare. Se Lawson avesse uno specchio farebbe più fatica a credergli. La EF – Drapac si stringe attorno al proprio uomo in corsa e fuori e così quest’oggi il ventiseienne di Houston è ripartito con una micro frattura alla scapola e la ferita sul volto. La bellezza del ciclismo e la forza dei guerrieri.
Un’incidente di percorso penseranno i più ottimisti ma la tappa con arrivo a Fontenay le Comte è ancora ricca di sorprese.
Il finale tortuoso e nervoso causa nuove cadute e nel gruppo si crea lo sparpaglio più generale.
Chris Froome decide di iniziare, proprio come il Giro, anche il Tour con un handicap forse per rendere il tutto più interessante, forse perché è consapevole di essere il più forte e vuole provare nuove sfide o forse e più semplicemente perché anche lui è umano e sbaglia. C’è da dire che alla Corsa Rosa era caduto nella ricognizione mentre ieri è scivolato fuori strada in maniera piuttosto banale rimediando più di un minuto di ritardo all’arrivo, ma per fortuna sua si è ritrovato in un gruppetto con Porte e Adam Yates, anche loro rimasti attardati, seppur senza cadere. Nel frattempo Bernal è ancora più indietro mentre il connazionale Quintana è vigile in testa al gruppo fino a quando non spacca entrambe le ruote e in un attimo vede sfrecciare al suo fianco il gruppetto di Froome che gli fa marameo. Nairo è a bordo strada mentre gli altri se ne vanno, legato al terreno senza la possibilità di muoversi e nessun compagno ad aspettarlo. Impotenza.
Nella confusione delle campagne francesi giunge il momento della volata: il treno della Quick Step prende il comando e non deraglia mai. Perfezione. Gaviria parte e sembra lungo, Sagan prova a uscire ma viene respinto. Contro questo Fernando non si passa. Kittel, invece, parte tardi, troppo indietro e compie una rimonta pazzesca ma solo per un terzo posto che conta poco.
Doveva essere una tappa tranquilla, noiosa, costruita per gustarsi il passaggio e scaricare tutta l’adrenalina negli ultimi 200 metri leggermente all’insù, invece a fine giornata diversi big pagano già distacchi importanti.
Bravi Fuglsang, Majka, Nibali e Roglic a farsi trovare pronti e vigili nei momenti di maggior tensione mandando un chiaro messaggio a Chris Froome: loro sono carichi e fanno sul serio, vogliono provare ogni giorno e in tutti i modi a scalfire la corazzata con l’orca sulla schiena.
Signori, il Tour è iniziato.

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