Tour of the Alps: la bellezza dei giovani e del “fuori corsa”



Tour of the alps: i giovani, la bellezza del futuro

Un Tour of the Alps giovane, bello, avvincente. Cinque tappe, 3 vincitori, 70 anni in tre. Prima Geoghegan, poi Sivakov che conquista la maglia, Masnada e poi ancora Tao e Fausto.
Se “Goganga” si era già messo in mostra l’anno scorso svolgendo compiti da gregario (in maniera eccellente) al Delfinato, quest’anno si è consacrato sulle Alpi come spalla destra di Sivakov, quest’ultimo appena ventunenne, al suo secondo anno di professionismo, capace di vincere la corsa. Un trionfo visto che ogni giorno battagliava con Majka e uno scatenato Nibali che aveva una gran gamba e secondo me, oggi, sarà protagonista alla Liegi. Masnada, invece, è bello. Bello da vedere mentre attacca senza paura alla ricerca di un successo, ne ha trovati ben due. Ci aveva già provato al Giro d’Italia, Fausto, vedendo svanire il sogno di un soffio ma ha il carattere e la grinta di chi la vittoria la ha nel sangue. E poi Velasco, uno che attacca sempre, che non molla mai, che ci prova tutti i giorni a costo di saltare, corre così lui, a tutto gas. Ma anche Vlasov, che al primo anno tra i pro ha stretto tutti i giorni i denti per stare con i primi e alla fine ha chiuso decimo in top ten. Tour of the Alps: Nibali, Sivakov, Geoghegan

Certo al Tour of the Alps non c’era un parterre eccezionale ma vincere e mettersi in mostra non è mai facile. I due della Sky poi hanno incredibilmente stupito per spirito di squadra, coraggio e forza. Di Tao mi sono letteralmente innamorato già un anno fa, di Sivakov avrò tempo. In Sky c’è il presente con Froome e Thomas ma anche per il futuro sembrano ben messi, oltre al primo e secondo del Tour of the Alps dobbiamo ricordarci che nel team britannico vi sono anche Bernal e Sosa. Visionari.

gli aneddoti del fuori corsa del tour of the alps

La bellezza del Tour of the Alps non sta solo nelle molteplici tappe di montagne che rendono la corsa dura, massacrante e ricca di emozioni (a Bolzano, i corridori, sono arrivati stremati) ma anche nel fatto che essendo una corsa minore hai la possibilità di entrare in contatto molto più facilmente, rispetto che nei grandi giri, con i ciclisti. Mercoledì alla partenza di Salorno, Nibali è stato praticamente l’ultimo a presentarsi al via perché disponibile con tutti. Sotto al pullman della Bahrain aveva chiesto, ai tifosi, di dargli un attimo per cambiarsi dato che mancavano pochi minuti all’inizio della corsa ma in quel momento sono arrivati due bambini e lui si è dedicato ancora anche a loro per una foto. Piccoli gesti che riempiono d’orgoglio. D’altronde anche in questo si è campioni.

Savio, invece, ha salutato tutti ma proprio tutti e non è una cosa scontata. Ah, Gianni ci devi una cena, come minimo. Becchiamo il patron dell’Androni a Salorno e quel giorno vince Masnada. A Caldaro lo rincontriamo e gli diciamo che gli abbiamo portato fortuna, lo stesso giorno Masnada fa doppietta. Coincidenze? Io non credo. Scinto è come sempre il numero uno, disponibile per scherzare e scambiare quattro chiacchiere con tutti. Sempre a Salorno incontriamo anche il ct che si dedica a una foto veloce e così come Cassani anche il Delfino di Bibione con un po’ di simpatia in più: “Ehi Franco, facciamo una foto?” “Sì”, “Siamo quelli di ciclisti brutti”, “Eh si vede”! Grande.

Venerdì alla partenza di Caldaro scambiamo quattro parole con Zurlo, che poi ribecchiamo sfinito all’arrivo. Incontriamo Velasco che abbiamo conosciuto in occasione dell’intervista e gli chiediamo se va in fuga, ci risponde, comes sempre, “eh ci proviamo”. Sul traguardo di Bolzano conclude terzo, non delude mai. Vlasov e Geoghegan, come molti altri, invece, si fermano per un selfie veloce.

All’arrivo i bambini (e pure i meno bimbi) corrono alla ricerca di cimeli come cappellini e borracce. La scena più bella la vedo al pullman Sky quando un ragazzino corre a chiedere un cappello al massaggiatore, lui si toglie il suo e glielo regala.
Al traguardo ci mettiamo dopo l’arrivo così da vedere i ciclisti che si fermano. Majka è incazzato per la caduta e se la prende con la bici, Velasco e Thalmann, invece, sono allibiti per aver sbagliato strada. Sono stremati, i ciclisti, hanno preso freddo e pioggia ma, ancora non negano una parola ai tifosi. Sono di un’altra categoria, i ciclisti.

Sciocchezze, per i meno esperti, ma agli amanti delle due ruote queste cose mandano fuori di testa, perché sono di una bellezza unica.

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