Trentin e il finale più amaro ma tornerà il sole



Le previsioni meteo odierne di Harrogate dicono che è parzialmente nuvoloso e nel pomeriggio comincerà a piovere. Piove ancora e il sole che Matteo Trentin sperava sorgesse non c’è. Dopo l’amara delusione di ieri, ci vorrà un bel po’ prima che per il capitano azzurro torni il sole. Il tramonto nello Yorkshire, nonostante l’argento al collo, non brilla, è agrodolce e l’unico che riesce a vedere l’arcobaleno dopo tanta pioggia è Mads Pedersen, il nuovo campione del Mondo. E pensare che in una giornata simile “al limite dell’umana comprensione”, a Glasgow, l’uomo della Mitchelton aveva strapazzato la compagnia e aveva conquistato il titolo europeo. 

Moscon sa che ci sono andati davvero vicini e la stessa consapevolezza ce l’ha anche Cassani che, orgoglioso dei suoi ragazzi, scoppia a piangere. La Nazionale azzurra è stata perfetta ma è mancata la ciliegina sulla torta, non è un caso che le uniche parole che Trentin dirà al ct, a fine corsa, saranno: “Mi dispiace”. Come se si sentisse in colpa di questo mancato successo, come se dovesse chiedere scusa a lui, ai compagni e a tutti i tifosi per non avercela fatta. Vorrebbe che ci fosse un rewind ma sa che dovrà abituarsi a questa sconfitta, che dovrà convivere con questa maledetta volata  per tutta la vita: “Sarà dura da mandare giù, speriamo domani sorga il sole che non piova ancora. Da qualche parte il sole sorge, quindi si vive lo stesso. Purtroppo il rewind non esiste e lo sport è questo, bisogna viverci”. 

IL MONDIALE DI TRENTIN DA CASA

Quando abbiamo visto Van der Poel piantarsi lo abbiamo pensato tutti: “Ormai è fatta”. A casa la tensione è salita, mischiata con una serie di emozioni contrastanti. Da una parte l’idea che Matteo sarebbe stato il nuovo campione del Mondo, dall’altra la paura di Pedersen. Küng non impensieriva era fuori da tanto e l’unico obiettivo, nel finale, era eliminare Moscon per assicurarsi una medaglia, il bronzo gli andava benissimo. Pedersen, invece, lo temevo, nonostante nel corso dell’anno si sia visto poco. E’ uno che si lancia nelle volate e ottiene buoni piazzamenti, è uno che si difende sul passo e ha fatto secondo al Fiandre. Non è da sottovalutare, è giovane e forte. Ma i Delusione Trentin, vince Pedersenpianeti si erano allineati, sembrava tutto perfetto, tant’è che pensavo già a come spendere il guadagno dei 2 euro puntati su Trentin.

Negli ultimi 12 chilometri le emozioni fanno a pugni tra di loro, gioia e paura si mischiano in continuazione. Quando la fa da padrona quest’ultima urlo: “Dagli una botta Matteo, dagliela secca. Non rischiare, non portarli in volata”, vorrei che mi avesse sentito. Vorrei davvero che nel momento di maggiore difficoltà del danese, a poco più di 3 dalla fine, Trentin se ne andasse. Küng è già a tutta da un po’ e sarebbe incapace di ricucire. Vorrei che sul rettilineo di Harrogate ci fosse una parata trionfale e una bandiera tricolore sventolata alta al cielo che continua a sputare pioggia. Matteo non parte anche perché sa, sulla carta, di essere il più veloce ma in eventi così tosti e incerti la carta, le statistiche e i numeri non contano: “Una volta di più si è visto che in una corsa così dura la carta non conta nulla. Pedersen è stato più bravo non c’è niente da dire”, parole del trentino. 

Statistiche che Pedersen ha pienamente ribaltato, diventando il primo danese a vincere la maglia arcobaleno, uscito fortemente, e a sorpresa, dopo il maltempo. Non è un vincitore casuale e non dobbiamo schifarlo con la maglia iridata addosso. Riusciremo ad abituarci anche noi e ci piacerà perché il danese ha talento e ci farà divertire. I 200 metri finali di Harrogate hanno fatto male a noi, peggio a Matteo che ha visto sfumare un sogno che sembrava già realizzato. Un epilogo doloroso come un film che guardi con attenzione e poi il finale ti lascia deluso e a bocca asciutta. Ti chiedi cosa possa avere in testa il regista per scegliere un finale tanto brutto, non lo accetti, e chissà che cosa aveva in mente il Dio del Ciclismo per Trentin. Intanto su Matteo continua a piovere ma, un giorno, tornerà il sole.

 

 

 

 

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